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Confagricoltura
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da sempre al servizio dell'Agricoltura e delle Imprese Agricole

 


Proseguiamo con l’illustrazione delle bozze dei Regolamenti, uscite a giugno 2018, che andranno a normare la futura PAC dopo il 2020 (per il settennio 2021/2027).
I PAGAMENTI DIRETTI PAC
La nuova PAC prevede che siano erogate 5 tipologie di pagamento:
1. un “pagamento di base”, che in pratica è la riedizione dell’attuale pagamento disaccoppiato erogato mediante titoli;
2. un “pagamento ridistributivo”, istituito a favore delle piccole imprese, che consiste in un pagamento aggiuntivo a quello di base, erogato per un importo e per un numero (eventualmente per fasce) di ettari decisi dagli Stati membri;
3. un “pagamento aggiuntivo per i giovani” agricoltori simile a quello già attualmente previsto;
4. un “pagamento ecologico” (“regime per il clima e l’ambiente” o “eco-scheme”, in inglese), erogato agli agricoltori che facoltativamente si assumono impegni ambientali che vanno al di là dei minimi requisiti ambientali obbligatori (condizionalità-) e che sono diversi e distinti dagli impegni previsti dalle misure agro-ambientali dello sviluppo rurale;
5. un “pagamento accoppiato”, anche in questo caso molto simile al regime attuale dei premi accoppiati (latte, macellazioni, riso, etc).
Per quanto riguarda il “pagamento di base”, che sostituirà gli attuali pagamenti titoli e greening, lo Stato membro potrà scegliere tra due opzioni:
a) optare per un sistema di “aiuto unico” (in inglese flat rate), cioè, in pratica versare un valore uniforme ad ettaro, o eventualmente differenziato per territori;
b) mantenere il sistema di titoli storici. In questo caso, nel primo anno di entrata in vigore della nuova normativa (domanda unica 2021, in base alle proposte), i titoli verrebbero ricalcolati in base alle nuove dotazioni finanziarie e in funzione dei pagamenti (pagamento titoli + pagamento greening) che ciascun beneficiario ha percepito nel 2020. In ogni caso dovrà essere attuata, entro il 2026, una “convergenza” del valore dei titoli verso un valore medio unico (tagliando i titoli di maggior valore ed incrementando quelli di valore più basso).

Proseguiamo con l’illustrazione delle bozze dei Regolamenti, uscite a giugno 2018, che andranno a normare la futura PAC dopo il 2020 (per il settennio 2021/2027).
IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE
Il nuovo Regolamento sui finanziamenti all’agricoltura prevede la predisposizione, da parte di ogni Stato membro, di un “Piano Strategico Nazionale della PAC (PSN)”, che includerà tutte le scelte nazionali in merito alla erogazione dei pagamenti, sia per quanto riguarda i pagamenti diretti PAC (1° pilastro) che quelli dello Sviluppo Rurale (2° pilastro), nonché delle misure di settore (ad esempio l’OCM ortofrutta).
Quindi, sulla scorta degli obiettivi fissati dalla UE nel Regolamento, gli Stati membri dovranno indicare nel loro PSN le misure che intendono attivare (in base alle specifiche esigenze della loro agricoltura) e le relative modalità di attuazione, i budget dedicati ai vari interventi e gli indicatori che permetteranno di valutare il “grado” di raggiungimento degli obiettivi. Qualora gli indicatori dovessero evidenziare il mancato/non completo conseguimento degli obiettivi, la UE potrà ridurre i finanziamenti erogati allo Stato membro.
Gli obiettivi fissati dalla UE sono, in sintesi, i seguenti: sostenere i redditi agricoli; migliorare la competitività; rafforzare la tutela dell’ambiente e l’azione per il clima; promuovere lo sviluppo sostenibile; rafforzare il tessuto socioeconomico delle aree rurali; attirare i giovani; rispondere alle richieste della società in materia di alimentazione, salute, sanità, benessere animale e sprechi alimentari.
LA TEMPISTICA
La Commissione UE auspica di approvare i novi Regolamenti entro la primavera 2019, così che gli Stati membri possano predisporre i loro Piani Strategici entro il 1 gennaio 2020, in maniera da far partire la nuova Riforma PAC dal 1 gennaio 2021. Tuttavia vi sono molte perplessità che si possano rispettare questi tempi; la conseguenza sarebbe uno slittamento non indifferente delle procedure, in quanto a maggio 2019 sono programmate le elezioni europee e quindi si avrebbe uno “stop” di alcuni mesi delle attività in UE, con la conseguenza che la nuova PAC non potrebbe certo partire il 1 gennaio 2021 ma slitterebbe di un anno o forse addirittura due.

pacA giugno la Commissione UE ha presentato le bozze dei Regolamenti che andranno a normare la futura PAC dopo il 2020, per il settennio 2021/2027. A partire da questo numero pubblichiamo una sintesi dei contenuti dei Regolamenti, specificando che essi potranno subire modifiche -anche profonde- nel corso del dibattitto che presto si aprirà a livello comunitario e che porterà all’approvazione definitiva dei testi.
ASPETTI GENERALI
Vi sono alcuni concetti/principi che stanno alla base della nuova regolamentazione UE e precisamente:
• un “nuovo modello di attuazione” della PAC: la normativa non sarà più definita dalla UE fin nei minimi dettagli ma, al contrario, nei Regolamenti verranno definiti soltanto gli obiettivi da raggiungere e le tipologie di misure attuabili, saranno poi gli Stati membri a poter scegliere quali misure attuare, sulla base degli effettivi fabbisogni delle loro agricolture, definendo anche, nel dettaglio, le modalità di attuazione. Si dovrebbero ottenere così una maggior semplificazione e una maggior libertà di manovra per gli Stati membri;
• una maggior importanza e risalto alle misure e agli interventi per l’ambiente e il cambiamento climatico: praticamente tutte le misure della PAC dovranno perseguire obbiettivi “ambientali” e almeno il 40% delle risorse complessive dovrà essere destinato a questo scopo;
• una ridistribuzione delle risorse: saranno previsti meccanismi di “convergenza” degli aiuti ad ettaro verso valori medi, uguali per tutti i produttori. Questo avverrà sia a livello UE, tra gli Stati membri (verso un pagamento unico europeo), sia a livello nazionale, tra le aziende agricole (verso un pagamento unico medio nazionale);
• una riduzione delle risorse: la spesa agricola calerà le risorse per la PAC verranno tagliate almeno del 4-5%, mentre quelle per lo Sviluppo Rurale addirittura di oltre il 15%. Il “peso” della spesa per l’agricoltura sul budget complessivo UE si sta col tempo ridimensionando molto: se 50 anni fa rappresentava il 70%, oggi siamo al 30%!

A luglio è nato ufficialmente il Ministero che unisce agricoltura e turismo, due simboli del Made in Italy. Debutta quindi il MIPAAFT, con la “T” finale di turismo, che abbandona il Ministero dei Beni culturali per questo nuovo e piuttosto inedito connubio con l’agricoltura, voluto con forza dal Ministro Gian Marco Centinaio.

Dall’autunno 2017 sono cambiate le procedure per l’acquisizione della certificazione antimafia ai fini del pagamento dei contributi comunitari; infatti l’OPR, prima di pagare, dovrà acquisire l’antimafia per importi superiori ai 25.000 euro.
Per questo motivo i nostri Uffici stanno acquisendo dalle aziende due tipologie di autocertificazioni:
1. Dichiarazione Sostitutiva Certificazione Iscrizione CCIAA: deve essere presentata dal titolare (per le ditte individuali) o dal rappresentante legale (per le società) dell’azienda; devono essere autodichiarati i dati presenti sul Certificato Camerale;
2. Dichiarazione Sostitutiva Certificazione Familiari Conviventi: deve esser presentata dal titolare (per le ditte individuali) o da tutti i soci (per le società semplici); devono essere dichiarati i familiari conviventi (cioè “chiunque conviva anche di fatto col dichiarante”, purché maggiorenne, coabitante ed avente dimora abituale nello stesso Comune), perché anch’essi saranno sottoposti a verifica antimafia.
Tali dichiarazioni vanno consegnate ai nostri Uffici Tecnici, che provvederanno a caricarle sul sistema SISCO (quando la procedura sarà attivata…. Al momento non lo è ancora….). I dati saranno così interscambiati con AGEA/SIAN, che li invierà al Ministero dell’Interno per il rilascio dei certificati antimafia.
Per qualsiasi informazioni e per la predisposizione delle dichiarazioni è possibile rivolgersi ai nostri Uffici di Sede e di Zona.

OnlusRicordiamo che è possibile destinare, con la prossima dichiarazione dei redditi IRPEF (modd. 730 e Unico), il vostro 5 per Mille a Senior - L’Età della Saggezza, senza nessun aggravio dell’imposta a vostro carico, inserendo il Codice Fiscale di Senior 97450610585. Senior - L’età della saggezza, la Onlus di Confagricoltura, ha maturato una significativa esperienza filantropica; grazie ai fondi provenienti dalle scelte del 5 per Mille Irpef e da alcune donazioni dirette, sono stati realizzati numerosi interventi umanitari, a favore dei più bisognosi, delle popolazioni terremotate del centro Italia e di popolazioni di altri Paesi in difficoltà, ecc. Con il vostro aiuto Senior può fare ancora di più!!

La Legge di Bilancio 2018 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica tramite il canale SDI (sistema di interscambio) per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate verso aziende e soggetti privati in Italia.

Il prossimo 25 maggio entrerà in vigore il Regolamento UE n. 679/2016 in materia privacy, denominato "Regolamento generale sulla protezione dei dati" (GDPR). Le nuove norme nascono dalla crescente preoccupazione che deriva dai furti e dall'abuso dei dati e delle informazioni personali; inoltre il regolamento comunitario ha lo privacyscopo di uniformare la disciplina sulla materia degli Stati membri.
Pur essendo intervenute in questi mesi delle precisazioni ed istruzioni da parte del Garante, nonché alcune Linee Guida sull’applicazione della nuova normativa da parte di una apposita Commissione costituita a livello comunitario (il c.d. Gruppo “Articolo 29”), molti profili applicativi delle nuove disposizioni restano ancora estremamente dubbiosi. Peraltro, è ancora in itinere il decreto legislativo che dovrebbe coordinare le norme europee con il Codice della privacy attualmente in vigore in Italia (D. Lgs. n.196/2003).
Le nuove disposizioni riguardano da vicino anche le imprese agricole in quanto "titolari del trattamento" dei dati personali del personale dipendente, dei clienti, dei fornitori, etc. Per approfondire l'argomento è possibile scaricare cliccando qui: “circolare”, che riporta gli elementi principali del nuovo "codice della privacy" e qualche elemento operativo utile per l'adeguamento alle norme delle imprese agricole.
I nostri uffici sono a disposizione degli Associati per eventuali chiarimenti e approfondimenti.