(Milano, 16 luglio 2024) - Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, per voce del Presidente Francesco Pacchiarini, esprime gratitudine per il sostegno ricevuto dall'organizzazione nazionale in seguito agli attacchi ingiustificati sulla stampa contro l'associazione “Mediterranea”.

 

«Ringraziamo tutti gli esponenti del mondo politico per la solidarietà mostrata. Siamo convinti che il Made in Italy, incarnazione della dieta mediterranea, non possa essere messo in discussione né diventare terreno di contrasti e divisioni», dichiara Pacchiarini.

 

“Mediterranea”, promossa all’inizio del 2024 da UnionFood e Confagricoltura, è un'alleanza strategica tra il mondo della trasformazione industriale e il settore primario. UnionFood rappresenta, infatti, oltre 900 marchi di aziende agroalimentari che finiscono sulle tavole di tutto il mondo, Confagricoltura il 45% della produzione agricola nazionale. Insieme, queste organizzazioni puntano a mettere al centro il modello mediterraneo per rendere l’Italia più competitiva sui mercati, attraverso accordi e certificazioni che favoriscono la tracciabilità.

 

Da diversi mesi, e ancora negli ultimi giorni, “Mediterranea” subisce contestazione da parte di alcune organizzazioni di categoria, associazioni dei consumatori e ambientalisti, che accusano UnionFood e Confagricoltura di voler appropriarsi della dieta mediterranea e di svilirne il patrimonio.

 

Pacchiarini prende ferma posizione sulla vicenda: «La dieta mediterranea è un bene dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO, nessuno può appropriarsene. Tuttavia, è una responsabilità collettiva, di imprese e istituzioni, tutelarla, a partire dalla valorizzazione degli accordi di filiera».

 

«Abbiamo bisogno - conclude - di costruire alleanze e progetti condivisi per affrontare le sfide economiche e di mercato internazionali. Per farlo, è necessario essere uniti e potenziare il sistema produttivo. Come rappresentanza delle imprese agricole ribadiamo il nostro impegno a favore del modello agroalimentare italiano, con un approccio fondato sulla cooperazione e sull’esaltazione delle produzioni locali per crescere in modo sostenibile e competitivo».

 


 

 

(Milano, 15 luglio 2024) - Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza esprime piena soddisfazione per le misure a sostegno delle imprese agricole, introdotte dal DL Agricoltura, da pochi giorni convertito in legge:

 

«Con questo provvedimento il sistema agroalimentare italiano torna al centro dell’agenda politica - afferma Francesco Pacchiarini, Presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza - Sono previsti sostegni ai comparti in difficoltà a causa della crisi geopolitica e del cambiamento climatico e nuove regole per le filiere, a tutela del produttore, del consumatore e dei lavoratori. Viene anche rafforzato il contrasto alle pratiche sleali, con l’inasprimento delle sanzioni. Interventi per cui Confagricoltura si batte da tempo, sedendo ai tavoli istituzionali, e che finalmente trovano attuazione».

 

Significativa l'azione volta alla sospensione di un anno dei mutui per le imprese che nel 2023 hanno registrato una riduzione degli affari di almeno il 20% o un calo della produzione del 30%, per effetto della crisi economica causata dalla guerra in Ucraina.

 

La proroga fino al 31 dicembre 2025 delle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) è un ulteriore passo avanti che riguarda le piante già in campo e si estende alle sperimentazioni per la creazione di varietà resistenti alla siccità e a certe patologie e dalle elevate qualità nutraceutiche.

 

Per i settori olivicolo-oleario e lattiero-caseario è previsto uno stanziamento di 74 milioni finalizzato al contrasto alle fitopatie, di cui 40 milioni destinati al vitivinicolo.

 

Rilevanti anche le disposizioni per promuovere un’evoluzione qualitativa del lavoro agricolo e contrastare il lavoro sommerso e irregolare.

 

Potenziate le attività di contrasto alla peste suina, con 20 milioni di euro per gli interventi di biosicurezza negli allevamenti e la conferma dell’invio di un contingente delle Forze armate per le attività di contrasto e caccia al cinghiale.

 

Per quanto riguarda, infine, le agroenergie, le misure adottate consentono la continuità produttiva agli impianti di biogas e biometano alimentati con biomasse agricole, con l’estensione della portata applicativa dei prezzi minimi garantiti.

 


 

 

(Milano, 5 luglio 2025) - Confagricoltura ha accolto con soddisfazione la recente approvazione definitiva del disegno di legge delega al Governo per definire un quadro normativo organico sui vari aspetti che caratterizzano la filiera florovivaistica.

 

«Si tratta di un provvedimento molto atteso e auspicato - commenta Francesco Maccazzola di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza e Presidente dell'associazione Kepos (costituita da Confagricoltura e Assoverde – Associazione italiana costruttori del verde). «Finalmente si è compreso che il comparto florovivaistico è vitale per il sistema produttivo nazionale e rappresenta un'eccellenza del Made in Italy».

 

Nel 2022, ammontava a 3 miliardi di euro il fatturato del florovivaismo in Italia, con un export di 1,2 miliardi, pari al 15% dell’intera produzione europea. Sono 24mila le imprese del settore, 200mila gli addetti, 30mila gli ettari di terreno destinati.

 

«Una realtà - prosegue Maccazzola - finora mai adeguatamente riconosciuta, che trovava espressione in modo frammentario nelle varie filiere agricole. La nuova legge delega punta invece a fornire un quadro normativo organico e certo per la produzione, commercializzazione e cura del verde»

 

La norma pone le basi per la realizzazione di una banca dati che consenta di valutare in maniera approfondita l’andamento del settore, passaggio preliminare indispensabile per la successiva regolamentazione dell’istituto dei contratti di coltivazione da parte dei produttori professionali con autorizzazione regionale.

 

«Questi aspetti della regolamentazione non possono prescindere da quella che a mio avviso è la madre di tutte le battaglie, che con Kepos, Confagricoltura e Assoverde stiamo già affrontando da tempo: promuovere una ricerca sulle specie arboree necessarie nei prossimi 30 anni. - afferma Maccazzola - Non possiamo più limitarci a scegliere le varietà autoctone, tradizionalmente presenti nei territori, quelle prive di fitopatie o con le caratteristiche qualitative e dimensionali indicate dai progettisti. Il vero nodo è capire cosa servirà in futuro, in relazione al cambiamento climatico, altrimenti rischiamo di piantare oggi per abbattere domani. Investire in ricerca e innovazione è cruciale per garantire la sostenibilità della produzione a lungo termine».

 

Il presidente di Confagricoltura interprovinciale Francesco Pacchiarini auspica che si passi quanto prima alla definizione dei decreti delegati:

 

«La legge delega rappresenta un passo importante verso il la valorizzazione del florovivaismo non solo come risorsa economica, ma anche come  patrimonio culturale e ambientale di grande valore per il nostro Paese. Confagricoltura è pronta a dare il proprio contributo alla stesura dei decreti attuativi, lavorando insieme, imprese e istituzioni, per dare al comparto quell’inquadramento solido e strutturato che è mancato troppo a lungo».

 


 

 

(Milano, 12 giugno 2024) - Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza sollecita l’attivazione di una cabina per il monitoraggio permanente degli effetti del protocollo regionale sul Deflusso ecologico. A preoccupare fortemente l’organizzazione sono infatti le potenziali limitazioni alle risorse irrigue disponibili per il settore agricolo che potrebbero derivare dall’applicazione dei nuovi provvedimenti.

 

Il Deflusso ecologico prevede che in ogni sezione di un corso d’acqua naturale, la portata mantenga valori sufficienti a garantire buone condizioni ecologiche, ma Confagricoltura teme che questa misura possa sottrarre risorse cruciali al settore, già gravato dai cambiamenti climatici e dalla mancanza di strategie di accumulo delle risorse idriche.

 

In una lettera agli assessori di Regione Lombardia Massimo Sertori (all’Utilizzo della Risorsa Idrica) e Alessandro Beduschi (all’Agricoltura), il presidente dell’organizzazione Francesco Pacchiarini chiede un percorso condiviso per garantire che il comparto sia tutelato:

«In piena logica collaborativa e sussidiaria, proponiamo la costituzione di una procedura di controllo degli effetti dell’applicazione del Deflusso Ecologico», dichiara.

 

Nel 2022 Confagricoltura interprovinciale aveva già ottenuto la sospensione dell’iter di attuazione del Deflusso ecologico, a causa della grave emergenza siccità in Lombardia, senza che si determinassero significativi danni agli ambienti fluviali. Ciò suggerisce che la definizione odierna del Deflusso ecologico potrebbe non tenere adeguatamente conto della componente antropica, come i rilasci dalla falda freatica ai corpi idrici di pianura.

 

Pacchiarini conclude proponendo quindi che le iniziative legate al Deflusso ecologico siano adottate insieme a un opportuno sistema di monitoraggio, solo dopo una valutazione coordinata a livello interregionale, considerando l'interconnessione dei sistemi irrigui lombardi e piemontesi, e con carattere sperimentale, per assicurare una corretta definizione e contestualizzazione delle azioni messe in campo.

 


 

 

(Lodi, 25 maggio 2024) - «Confagricoltura è il sindacato agricolo più antico, il primo a livello nazionale per giornate lavorate, attento all’innovazione, alla tecnologia, alla genomica, al digitale e all’intelligenza artificiale. La scorsa settimana, solo per citare un esempio, in una delle nostre aziende associate è stato seminato per la prima volta il riso resistente al brusone ottenuto con le Tea (Tecniche di evoluzione assistita, ndr)», così Francesco Pacchiarini, Presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza ad aprire questa mattina, l’Assemblea generale 2024 di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, dopo i saluti istituzionali degli ospiti.

Ampia la platea delle autorità presenti all’auditorium “Tiziano Zalli” del Banco BPM, a Lodi, tra cui Stefano Caserini, Assessore all’Ambiente del Comune di Lodi, Francesco Santantonio, Presidente della Provincia di Lodi, Franco Lucente, Assessore di Regione Lombardia ai Trasporti e Mobilità Sostenibile.

Hanno inviato un video messaggio di saluto Alessandro Beduschi e Gianluca Comazzi, Assessori regionali rispettivamente all’Agricoltura e al Territorio e Servizi Verdi.

 

 

«Il 2024 - ha esordito Pacchiarini - è iniziato all’insegna delle manifestazione con presidi di trattori contro la Politica agricola comune 2023-2027. Confagricoltura già nel 2021 aveva denunciato che la Pac non era idonea perché non sostenibile economicamente e socialmente». Il Presidente ha quindi richiamato alcuni dei provvedimenti ritenuti inapplicabili o distanti dal contesto territoriale locale: la riduzione del 50% degli agrofarmaci, il taglio drastico sugli antibiotici in zootecnia, la rotazione culturale che non considera la resa produttiva, la burocratizzazione gravosa dei processi.

Numerosi i temi toccati anche al di là della Pac, dalle conseguenze del cambiamento climatico, alle opere necessarie per la gestione delle acque e dell’irrigazione, e ancora la piaga della Peste suina africana, la conversione al biometano, per concludere con le elezioni europee alle porte: «Ci auguriamo di avere in Europa rappresentanti competenti che sappiano ascoltare le esigenze del mondo agricolo per scrivere insieme la nuova PAC 2027-2034».

 

 

Roberto Pretolani dell’Università degli Studi di Milano è quindi intervenuto per scattare una fotografia del settore primario del territorio interprovinciale. I dati relativi al consumo di suolo (banca dati Dusaf) indicano, ha spiegato Pretolani, un’urbanizzazione triplicata rispetto a 70 anni fa, mentre Unioncamere Lombardia evidenzia un’evoluzione delle imprese agricole locali che, nell’ultimo quindicennio, sono diminuite in media a Milano Lodi e Monza Brianza del 13%, a fronte (dati Istat) di una superficie media aziendale negli ultimi 40 anni è quasi triplicata. Le coltivazioni sono in prevalenza cereali, come mais (dal 2023 in calo per effetto delle nuove norme Pac), orzo, riso, e soia. Le grandi aziende del territorio interprovinciale (sempre fonte Istat) rappresentano il 16% del totale e concentrano l’85% del valore economico (circa 1 miliardo di euro).

«La buona dimensione fisica ed economica delle imprese di Milano, Lodi e Monza Brianza e l’elevato livello di preparazione degli imprenditori sono fattori di sviluppo, ma le norme ambientali sempre più stringenti e le crescenti richieste di qualità e salubrità dei prodotti, le innovazioni tecniche e il ricorso alle agroenergie rendono sempre più necessaria un’adeguata assistenza tecnica e gestionale», ha precisato il docente. Per migliorare la competitività delle imprese, la strada indicata da Pretolani è quella delle tecniche produttive di precisione, dell’impiego di varietà resistenti alle avversità e ai cambiamenti climatici create con le Tea, della diversificazione del reddito».

 

 

Nella seconda parte della mattinata, spazio al confronto su strategie di innovazione dell’impresa agricola, politica, ambiente, nuove energie con Gian Marco Centinaio, Vicepresidente del Senato della Repubblica, che ha sottolineato l’impegno personale nell’approfondimento dei problemi del mondo agricolo, a partire dalle criticità della  Pac, fino al Decreto legge Agricoltura che punta a destinare misure concrete con risorse specifiche al mondo agricolo. Al tavolo hanno preso parte alcuni dei massimi esperti in diversi settori:  Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali dello sviluppo del Masaf; Vittoria Francesca Brambilla, ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano; Nicola Gherardi, Presidente dell’Associazione nazionale Bieticoltori; Pierlorenzo Monterisi, responsabile Sviluppo Progetti Biometano A2A; Amedeo Reyneri, Professore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Torino.

 





 

(16 Maggio 2024) - Le abbondanti precipitazioni in corso, caratterizzate da un'improvvisa intensità, compromettono la stagione colturale. Il record di quasi 187 mm di pioggia, rilevato mercoledì 15 maggio a Lodi (dati Centro Meteo Lombardo), superiore al quantitativo dell’intero mese precedente, ha causato danni significativi alle colture nei campi, in molte zone completamente sommersi.

Per l’agricoltura del territorio si apre una nuova fase emergenziale. Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza invita gli imprenditori a recarsi agli uffici dell’Organizzazione interprovinciale per segnalare l’entità dei danni subiti e consentire trasmissione dei dati agli Uffici territoriali regionali per  l’attivazione delle misure conseguenti.

 

 

Non sono solo le colture estive, mais e riso, a subire gli effetti nefasti di queste piogge eccezionali. Dalle quelle vernine al comparto ortofrutticolo e vinicolo, si può prevedere che l'eccesso di umidità, unito alle temperature al di sotto della media, determinerà pesanti impatti sui cicli vegetativi e lo sviluppo regolare delle piante, riducendo la qualità e la quantità del prodotto e creando un ambiente favorevole alla diffusione di pericolose fitopatologie.

 

C'è anche il timore legato alla contemporaneità dello sviluppo delle produzioni, che richiederà, al momento opportuno, un contributo idrico più consistente del consueto e che potrebbe scontrarsi con le capacità di raccolta da parte delle imprese.

 

«Nelle scorse settimane avevamo già evidenziato, i rischi associati alle precipitazioni sovrabbondanti. Purtroppo, i nostri timori si sono concretizzati in modo ancor più drammatico del previsto - rimarca il Presidente di Confagricoltura Lodi Milano Monza Brianza, Francesco Pacchiarini -. Passare dalla grande siccità degli anni 2022 e 2023 a questa nuova emergenza crea condizioni estremamente gravose e preoccupanti per il settore che si rifletteranno inevitabilmente sui consumatori con l’aumento dei prezzi se a livello istituzionale non ci saranno interventi tempestivi di supporto e programmazione di misure di prevenzione e gestione del cambiamento climatico a lungo termine. Come sempre, Confagricoltura è pronta a fare la propria parte perché si aprano tavoli di confronto».



(Lodi, 24 maggio 2024) -
Il Presidente della Federazione Nazionale Suinicoltori di Confagricoltura Rudy Milani è stato ospite nei giorni scorsi a Lodi, nella sede di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza.

Durante l’incontro con gli allevatori del territorio. Milani ha analizzato lo stato di avanzamento della Peste suina africana e le misure adottate per contenere l'emergenza.

Il  Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/1454 della Commissione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Europea il 17 maggio 2024, aggiorna l’elenco dei comuni collocati in “zona 1”(senza PSA, ma considerata a rischio perché in continuità con aree infette) in cui viene applicato il primo livello di misure di restrizione che riguardano modalità di detenzione, gestione e movimentazione dei suini allevati e dei prodotti derivati, per frenare la diffusione della malattia:

 

In provincia di Lodi i territori interessati sono quelli di Valera Fratta, Borgo San Giovanni, Lodi Vecchio, Pieve Fissiraga, Casaletto Lodigiano, Borghetto Lodigiano, Castiraga Vidardo, Sant'Angelo Lodigiano, Villanova del Sillaro, Graffignana, Marudo, Salerano sul Lambro, Caselle Lurani, Orio Litta, Senna Lodigiana, San Rocco al Porto, Somaglia, Ospedaletto Lodigiano, Guardamiglio, Corno Giovine, Santo Stefano Lodigiano, Caselle Landi.

Nella provincia di Milano rientrano in “zona 1” San Colombano al Lambro, Gudo Visconti, Albairate, Rosate, Vermezzo con Zelo, Basiglio, Binasco, Gaggiano, Lacchiarella, Noviglio, Pieve Emanuele, Rozzano, Zibido San Giacomo, Robecco sul Naviglio, Cassinetta di Lugagnano, Buccinasco, Assago, Trezzano sul Naviglio, Opera, Locate di Triulzi, Carpiano.

 

«I provvedimenti restrittivi sono necessari per preservare il principio di regionalizzazione, che permette all'Europa di continuare a esportare dalle zone non colpite dalla PSA, in funzione degli accordi bilaterali stretti con i vari partner commerciale internazionale», ha spiegato Milani.

Le implicazioni più pesanti al momento sussistono nei rapporti con il mercato statunitense, gli stabilimenti italiani, infatti, possono continuare a esportare oltreoceano solo i prodotti stagionati per oltre 400 giorni o cotti, diversamente l’export viene bloccato.

«La malattia avanza in Lombardia a macchia d’olio, lentamente, ma inesorabilmente» - ha proseguito Milani. «Arrestarla è fuori discussione, ma possiamo e dobbiamo rallentarla. Dobbiamo un ringraziamento a Regione Lombardia per le iniziative finora intraprese per la gestione dell’epidemia che sono state molto apprezzate dall’Unione Europea, penso, alla rendicontazione delle carcasse di cinghiali ritrovate e agli abbattimenti massicci disposti nell’Oltrepò pavese e in tutta la Regione. Questo genere di interventi, insieme ala costruzione della doppia barriera per il contenimento dei cinghiali lungo l'autostrada A1 sono la nostra arma più efficace contro l'espansione della PSA».

 

Sul piano dei ristori, Milani chiarisce: «Il decreto che indennizza i danni indiretti subiti dagli allevatori fino al 30 novembre presenta alcune criticità che auspichiamo vengano risolte. Accogliamo, invece, con favore quanto disposto dal recente Decreto Agricoltura, ovvero la sospensione di 12 mesi, per la quota capitale, del pagamento delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale. Il Governo - ha aggiunto - è inoltre alla ricerca di fondi per consentire la compensazione dei danni indiretti causati dalla PSA, che si sono verificati dopo il 30 novembre, legati ad esempio all’impossibilità di commercializzare o alle vendite sotto costo di produzione».

Il Presidente ha concluso la sua analisi sottolineando l'importanza di dare agli imprenditori notizie certe: «In questo momento vanno scongiurate scelte commerciali o creditizie rischiose e l’unico modo è dare un’informazione chiara e realistica degli scenari aperti dall’epidemia perché le aziende siano consapevoli e preparate a qualsiasi eventualità».

 


 

 

(Milano, 22 aprile 2024) - Riparte con una nuova edizione Combi Mais, l’innovativo protocollo per una coltivazione del mais più produttiva, ma sostenibile, ideato da Mario Vigo, conduttore dell’Azienda agricola Folli a Robbiano di Mediglia, per 16 anni (cinque mandati) presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, e per 6 anni vicepresidente di Confagricoltura nazionale.

Il progetto, perfezionato nel corso dell’ultimo decennio, è diventato un importante punto di riferimento per la Lombardia, dove si concentra il 50% del mais del Paese, e un valido modello per affrontare le  sfide lanciate al settore dal contesto economico-politico e dai fattori climatici sempre più estremi.

 

L’edizione 1.1 di Combi Mais riparte quindi dopo 10 anni, con alcune novità. Settimana scorsa è stata presentata all’Associazione Granaria di Milano, alla presenza dell’Assessoreregionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, del presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza Francesco Pacchiarini e  dei Vicepresidenti Alessandro Bricchi, Antonio Garbelli e Gianmaria Bellati.

 

Quest’anno la squadra di Combi Mais si arricchisce di nuovi partner: VH Italia, la più grande compagnia assicurativa monoramo europea nel settore dei rischi agricoli, e Ri.Vi., specializzata nell’assistenza di macchine e attrezzature agricole di ultima generazione che si affiancano alle collaborazioni storiche di Netafim, Unimer, Cifo, Bayer, Dekalb, Agriserv, ognuno leader in innovazione nel proprio settore

 

In dieci anni Combi Mais ha permesso di ottenere un prodotto con standard quantitativi e qualitativi migliori, grazie alle innovazioni nel campo dell’irrigazione, della nutrizione, della genetica e biostimolazione fogliare, e della riduzione delle emissioni di CO2.

 

Mario Vigo, che oltre ad essere ideatore di Combi Mais, è presidente di Innovagri, società dedicata allo studio di approcci innovativi in agricoltura, ha commentato: «Nel 2023 abbiamo assistito ad un cambio a volte senza criterio della PAC e degli scenari economico-politici legati al mondo agricolo. Nel contempo Combi Mais continua a confermarsi la giusta risposta produttiva, qualitativa ed ambientale: l’esempio di come si possa applicare una politica sostenibile anche a livello europeo».

 

L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, ha rimarcato: «Combi Mais è un progetto pilastro dell'innovazione agricola in Lombardia, incarnando l'essenza della sostenibilità e dell'efficienza produttiva. Sapendo aggiungere anno dopo anno nuove tecnologie e professionalità, questo protocollo contribuisce a pensare un futuro agricolo migliore e trova il pieno sostegno della Regione».