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Dopo il rinvenimento dei casi di Peste Suina Africana in alcune carcasse di cinghiali nelle province di Alessandria e Genova, il MinSalute ha istituito una “zona infetta”, che comprende numerosi Comuni delle province di Savona, Alessandria e Genova. Tale provvedimento è stato assunto anche a seguito della Decisione di Esecuzione della UE emanata subito dopo il primo ritrovamento; la Decisione prevede che all’interno della zona infetta: è vietata la movimentazione di suini e di prodotti di carne suini (in particolare l’Italia dovrà provvedere affinchè non siano autorizzati movimenti verso altri Stati membri e i Paesi Terzi); devono essere rafforzate le misure di biosicurezza in allevamento; deve essere regolamentata l’attività venatoria; deve essere attuato un piano di eradicazione della malattia negli animali selvatici.
Cinghiale200Il MinSalute ha raccomandato inoltre di rafforzare al massimo su tutto il territorio nazionale la sorveglianza nel settore del selvatico e le misure di biosicurezza negli allevamenti, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone.
Dopo i rinvenimenti, la Regione Piemonte ha subito istituito una Unità di Crisi, in analogia con quanto fatto a livello nazionale; l’Unità di Crisi Nazionale si è già riunita una prima volta il 10 gennaio scorso e si è in attesa di conoscere le decisioni che saranno assunte. Anche la Regione Lombardia, da parte sua, ha istituito una propria Unità di Crisi, che sta vigilando soprattutto con riferimento al territorio della provincia di Pavia.
Il MinSalute ha chiesto inoltre alle Regioni di sospendere temporaneamente a far data dal 7 gennaio le certificazioni sanitarie di carne suina macellata e prodotti a base di carne suina, qualora questi siano destinati a Paesi Terzi con i quali sussiste un accordo che prevede l’indennità del territorio nazionale per PSA. Il provvedimento quindi non interessa i Paesi membri UE, ma solo alcuni Paesi Terzi, vale a dire quelli che non riconoscono il cosiddetto principio della “regionalizzazione” (lo riconoscono, ad esempio, gli USA).

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E’ stata scelta Lodi per presentare in Lombardia, il prossimo 11 dicembre, il “Libro Bianco del Verde”, dopo un analogo evento nazionale tenutosi a Roma e quello organizzato in Puglia.
Le Sezioni regionali di Assoverde e di Confagricoltura Lombardia, insieme alla nostra Confagri MILOMB, presentano questo prodotto editoriale che, grazie al contributo tecnico-scientifico di professori universitari, professionisti, tecnici e gestori delle amministrazioni, affronta il tema del verde e del ruolo strategico che può svolgere a salvaguardia dell’ambiente e della qualità delle nostre città. Un patrimonio di proposte e idee che si pongono come sfida al cambiamento, in nome della salute, con nuovi modelli di progettazione, gestione e cura del verde che mette al centro il “valore” degli alberi e degli spazi verdi. La presentazione del Libro avverrà in tutte le regioni d’Italia, per dare “voce” e “gambe ai temi trattati, con il fine di incidere sulle politiche e la programmazione pubblica, a tutti i livelli. In programma, dopo Lodi, Verona, Cagliari, Palermo, Firenze e Napoli.
L’evento di Lodi coinvolgerà i referenti istituzionali e gli operatori pubblici e privati, ma è anche rivolto ai cittadini, per proporre un nuovo approccio, prima di tutto culturale, al valore e alle potenzialità della “cura del verde.

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Questa è la settimana della Fiera di Codogno; la nostra Confagricoltura MI-LO-MB sarà presente come sempre con uno stand in Fiera, nei “canonici” giorni di martedì 16 e mercoledì 17, ed ha anche organizzato un importante appuntamento, un convegno sul settore latte, attualissima tematica degli ultimi giorni, con interventi di Auricchio, del CLAL e della nostra Confederazione.

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Considerando che anche quest’anno è previsto il periodo di divieto di spandimento invernale dei reflui, è opportuno che le aziende organizzino al meglio le attività di spandimento e di svuotamento dei vasconi, in modo da non trovarsi in difficoltà quando scatteranno i divieti.

greenpass1Relativamente all’obbligo di controllo della Certificazione Verde per l’accesso ai luoghi di lavoro, segnaliamo che la nostra Confederazione ha predisposto una serie di fac simili della documentazione utile e necessaria alle aziende per adempiere alle nuove norme:
• il Modello organizzativo per la verifica della Certificazione Verde COVID19: si tratta del documento che, a sensi del decreto-legge n. 127/2021, deve essere adottato dai datori di lavoro agricolo per definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche da effettuare e per individuare i soggetti incaricati del controllo;
• la Lettera di incarico per i soggetti deputati al controllo: il datore di lavoro deve espressamente comunicare, al soggetto individuato per l’effettuazione dei controlli, l’attribuzione dell’incarico; naturalmente può essere deputato al controllo anche il datore di lavoro stesso;
• l’Informativa privacy: il datore di lavoro deve informare tutti i lavoratori che sono sottoposti all’obbligo di Green Pass relativamente alle modalità e finalità del trattamento dei dati.

linee guida e bozza lettera d’incarico, precisando che si provvederà ad aggiornare con ulteriori integrazioni non appena vi saranno i necessari chiarimenti.